Essere e sentirsi rotariani

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Si è svolto il 6 febbraio 2021 l’interessante seminario di formazione rotariana che ha focalizzato le dimensioni portanti dell’essere e del sentirsi rotariani al quale il nostro club Costa Gaia ha partecipato. Aperto con l’onore alle bandiere, è seguita la presentazione del prefetto distrettuale Nabor Potenza e l’avvio dei lavori con l’intervento del governatore che ne ha spiegato le ragioni, ritrovate subito dopo nelle narrazioni degli intervenuti.

L’eccellente conduzione dell’istruttore Attilio Bruno ha indirizzato i significati di ciascun intervento, riflessioni specifiche nella cui sintesi complessiva il valore educativo e orientante della formazione.

Ospiti d’eccezione, i relatori intervistati da Attilio Bruno hanno narrato esperienze, passione e volontà, determinazione e spirito di servizio. Ne ha dato testimonianza Francesco Arezzo, primo rotariano italiano chiamato alla presidenza di importanti commissioni della Rotary International, internazionali, con il batticuore e la preoccupazione di un confronto che certamente gli ha dato la possibilità di maturare la vision più ampia del Rotary, nel coordinamento rappresentativo delle dimensioni più distanti e diverse delle appartenenze territoriali internazionali.

Ma anche Anna Marie Bianchi che da Malta ha dato una analisi dell’inclusione delle donne nei club rotariani, faticosa ma significante la resistenza a modi del pensiero già maschilista e tuttavia in fasi evolutive.

Valerio Cimino ha esplorato la dimensione “ambiente”, area che dal 1 luglio 2020 il Rotary ha voluto dedicare ad interventi a sua salvaguardia attraverso una progettualità sostenibile, possibile, organica, misurabile, condivisa territorialmente, sulla quale sono stati già investiti 18 milioni di dollari.

Valerio Cimino ha focalizzato quanto, con  tale misura interconnessa,  il Rotary si sia allineato ai 17 obiettivi ONU dell’Agenda 2030, proiettati alla costruzione di un futuro migliore per tutti, e  così facendo sappia guidare i suoi club con l’intelligenza di una associazione attenta, sempre attuale ed aperta alla lettura del mondo.John de Giorgio ha delineato l’inclusione dei club di Malta sui percorsi sostenibili, in particolare nel periodo pandemico, non solo attraverso forniture di mascherine e generi alimentari, attrezzature tecnico-sanitarie, ma anche finanziando in poco tempo due progetti importanti: la costruzione di cucine in favore di una associazione che lavora contro la violenza domestica, e di 10 classi scolastiche realizzate in Uganda dove è stato acquistato il terreno ed edificata la scuola.

Alberto Ganna ha introdotto il cambiamento dei modelli comunicativi nella nuova realtà imposta dalle misure anti contagio: dopo 100 anni di storia rotariana vissuta empaticamente in presenza conviviale, quale coinvolgimento, partecipazione, motivazione e apprendimento, può trarsi dall’uso della tecnologia a distanza? Alberto Ganna ha voluto sottolineare la difficoltà del governo dell’incertezza, chiamato a rispondere a dimensioni ripide, rapide, i cui eventi si succedono in contesti diversi dalle liturgie sociali a cui si era abituati, i giri di tavolo e le pause caffè, i questionari e le tavole d’ardesia costituite dai powerpoint proiettati in sala. Eppure le tecnologie esistono già dal 2003, le piattaforme dal 2011, epifenomeni inutilizzati prima e che oggi diventano modalità irreversibili, praticabili, con le quali fare i conti ridisegnando non il senso del rapporto ma il come mantenerne la reciprocità attraverso prosodia e canali digitali.

Giulio  Koch  ha indirizzato alla missione della Fondazione rotariana, che i soci possono sentire propria costruendo il proprio rapporto diretto. La R.F. in fase pandemica è stata determinante come lo è nella lotta alla Polio investendo negli anni fino a 100milioni di dollari anche sui Grog Global Grent, con flessibilità, rapidità, efficienza. Punta sulla cultura del servizio e del dono in ciascuno dei soci, nel legame personale e attivo che ciascuno voglia e possa dare nelle forme che sceglie.

Gaetano Lo Cicero ha segnato le modificazioni della filosofia rotariana, agli inizi della sua storia legata a classificazioni professionali attraverso la affiliazione dei migliori per categoria professionale, oggi più flessibile parallelamente al tessuto sociale sempre più liquido che cambia la fisionomia dei club, alle esigenze dei rotarct.  Ha indirizzato al valore delle professionalità da continuare a coltivare nella dinamica del dare e avere dell’azione rotariana.

Roberto Xausa ha focalizzato l’attenzione ai significati della comunicazione rotariana i cui obiettivi devono caratterizzarsi per chiarezza e semplificabilità. Non davanti alla gente ma a fianco della gente. La comunicazione determina l’immagine di una Associazione che lavora con i suoi distretti e club distribuiti nel territorio. La sfida della comunicazione, per noi, riguarda l’immagine Italia nel mondo e in Europa, alla cui incisività il Rotary contribuisce in misura notevole. Attenzione dunque all’essere rotariani, all’offrire esempi virtuosi e modelli con buone pratiche, ma anche all’uso del logo, all’importanza del brand, all’impostazione dei comunicati che sappiano anche parlare al cuore.

Piero Maenza ne ha completato il senso focalizzando la differente modalità di un giornale tradizionale su carta e quella online, e delle mutate impostazioni che ciò comporta come nel Magazine distrettuale che conta su spazi dedicati non più a caminetti e autoreferenzialtà ma alle azioni concrete., ai service.

Francesco Milazzo ha interpretato l’apporto dei giovani rotariani dei rotaract e delle ineliminabili differenze generazionali che sono registrabili: dal rigore di prassi e protocollo ad uno stile più concessivo, dalla rigidità dell’educazione rotariana di origine al principio della sua non immodificabilità, dall’intento rotariano di guida ai giovani alla loro voglia di uscire dal ruolo ancillare che sembrerebbe confinarne la piena utilità.

Cristina Morrocchi ha posto la questione della partecipazione femminile alla vita rotariana, quale partecipazione attiva e in prima linea. Se la questione femminile è un dato sociale, si riflette anche all’interno del Rotary?  Le donne sono ancora risorse da rivalutare, presenti sulla carta specie se mogli di rotariani che diventa perfino difficile da coinvolgere, sembrano ancora legate a percentuali basse e dunque alla cultura coltivata nella complicità maschile che le relega ad essere un capitale dormiente. Eppure sono portatrici di valori, di lavori quantificati in pil, di idee e competenze, di operatività. Cristina Morrocchi ha lanciato una riflessione chiara: le donne sono portatrici di una ottica diversa ed è sbagliato?

Carlo Napoli ha puntualizzato le regole comportamentali, il protocollo, da assumere partecipando a incontri telematici, e tra questi ha sottolineato l’importanza di restare visibili non oscurando la telecamera, di non chiacchierare con altri, di silenziare il microfono quando non serve, per consentire la massima fruibilità dei contenuti.

Cinzia Torrisi ha presentato il club al femminile quale sodalizio di amiche nella coesione e nella articolata strutturazione di eccellenze femminili, pensatrici trasversali disponibili al confronto e capaci di realizzazioni.

Salvo Sarpietro si è chiesto quali azioni possibili in direzione dei nuovi rotariani, e se è ancora utile schematizzare o piuttosto la programmazione libera che necessita comunque di una riorganizzazione ed in tal senso ha sottolineato quanto sia stata importante la pubblicazione “Vademecum”, voluta dal governatore Alfio di Costa. Se le modalità di incontro online lasciano fuori i soci che non dispongono di internet occorre un profondo riadattamento sul quale indirizzare le 5 azioni rotariane lungo il rafforzamento interno ed esterno, nella valorizzazione della dimensione professionale, (integrità e competenza) dell’interesse pubblico (a beneficio della propria comunità) della vision internazionale che dà respiro al partenariato, dello sviluppo organico partecipativo giovanile.

Giovanni Vaccaro ha sottolineato l’evoluzione del club da elitario che vive il servizio attraverso accertate professionalità a club più popolare che privilegia il servizio aggiungendo che occorre in ogni caso mantenere alta la qualità affidandola a persone per bene e dotate di buona volontà.

L’incontro è stato ricco e intenso, ha rilanciato la formazione oltre lo standard innescandola nei processi di cambiamento rotariano che prende atto dei processi socio-economici e tecnologici della contemporaneità.

Interprete d’eccezione del valore dell’incontro il governatore Alfio di Costa che ha chiuso i lavori resi significativi nelle parole e dalle riflessioni che ciascun prestigioso relatore ha voluto offrire generalizzando le proprie tesaurizzabili esperienze rotariane. È vero, la scuola del Rotary è sempre aperta.   

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